Storia di un pipistrello e della farfalla che diventò sua amica cap. 2

Il giorno prima di incontrare di nuovo Vanessa ero A-GI-TA-TIS-SI-MO!

Appeso a testa in giù nella Grotta Buia, ero così contento di avere un’amica come lei e talmente emozionato che non riuscivo ad addormentarmi.

“Smettila di agitarti! Non ci fai chiudere occhio!” dicevano i miei cuginetti.

Allora cercai di stare fermo immobile immobilissimo, anche perché gli altri pipistrelli avrebbero dovuto dormire quando la mia amica farfalla fosse arrivata, altrimenti sarebbe stato un bel guaio. Chissà come si sarebbero agitati a vederla nella grotta…

Finalmente sentii il suo battito d’ali leggero.

Era lei.

Mi lanciai subito giù. “Andiamo prima che arrivi il tramonto e gli altri pipistrelli si sveglino”

Vanessa era tutta agitata anche lei, lo capivo dal fatto che gli tremavano un pochino le ali.

“Allora sei pronta?”

“Sì! Non vedo l’ora che faccia buio!” “Ok ma stai sempre vicino a me, è pericoloso!”

Andammo ad aspettare il tramonto vicino alle rocce, dove potevamo stare ben nascosti.

E piano piano il sole se ne scese giù. Il buio piano piano ricoprì tutto il bosco.

E quella che cos’è???” chiese a un certo punto Vanessa meravigliata.

Quella? E’ la luna”

“Che bella” disse “fa diventare le mie ali speciali, luminose!”

“ Vieni, andiamo”

Portai Vanessa a volare tra i rami rischiarati dalla luna, così anche per lei era più facile.

Lei si stupiva di tutto. “Sembra un mondo nuovo!”

I suoi amici fiori dormivano.

Tutti, ma non proprio tutti.

In un giardino, vicino alle tane in cui vivono gli umani, c’era una pianta piena di fiori gialli e rossi.

Tante farfalle stavano succhiando il nettare.

“E quelle chi sono? Ti assomigliano ma non sono proprio come te!” dissi a Vanessa.

Ehi tu! Che cosa vuoi qui?” Una di quelle grosse farfalle notturne si era accorta di Vanessa e non sembrava per nulla contenta.

“Sparisci! Le belle di notte sono fiori soltanto nostri! Voi avete già tutti quegli stupidi fiori aperti di giorno, sparisci da qui”

“Già sparisci, vattene!”

Io mi stavo arrabbiando, non mi piaceva come quelle brutte farfalle stavano trattando la mia amica.

“Vi faccio vedere io!” e stavo già per lanciarmi e mangiarmene uno, quando Vanessa mi fermò.

“Lascia perdere, in fondo sono io ad essere fuori posto qui, non loro, andiamocene dai” e con un piccolo volo si allontanò.

“Loro sono brutte però, tu sei una farfalla molto più bella!”

“Beh sai quando andavamo alla scuola dei bruchi non erano così antipatiche, ogni tanto mangiavamo le foglie della stessa pianta”

Scuola dei bruchi??”

“Certo. Tu non ci andavi? Come hai imparato a volare allora?”

“Ma io sono sempre stato capace di volare? Lo sapevo e basta!”

“Oh no, noi farfalle dobbiamo imparare! Quando nasciamo non abbiamo le ali, dobbiamo vivere nei prati come bruchi, mangiare tante foglie e imparare a distinguere tutti i fiori.”

“E poi?”

“E poi quando il momento arriva, il nostro corpo cambia. Andiamo a dormire per un po’ sotto una foglia che ci protegge e quando ci svegliamo, le ali sono cresciute: ci siamo finalmente trasformate in fiori con le ali”

Però! Doveva essere davvero forte nascere con un corpo e poi ritrovarsi con un altro diverso, capace di volare.

Chissà com’era vivere da bruco e poi diventare farfalla…

Continua nel prossimo episodio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: