Cercavo Paolo

Ho camminato stamattina, sotto un sole tutto sommato amichevole, in mezzo a fabbriche, baracche, immondizia sparsa e silenzi alla fermata del 5.
Sono da sola e questo un po’ mi fa paura.
Perché sono timida, perché sono una donna, perché non lo so.
Perché qui tira un’aria strana, come se il tempo si sia fermato, o meglio si sia nascosto da qualche parte.
È un luogo nascosto anche questo, poco distante da un porto turistico che attende un’epoca di fasti non si capisce se già trascorsi o mai giunti.
Comunque il monumento al suo assassinio sta qui, dimenticato dietro un cancello con il lucchetto sempre aperto, nell’erba secca.
Odore di urina.
Uccelli che cantano.
Luce.
E qualcosa di nascosto. Che forse poi è solo un filo di paura.
Non credo Pasolini sia qui, in questa specie di cimitero di citazioni incise su lapidi.
O forse una parte di lui sì. E chi lo sa.
Di certo c’è il nostro Paese, la sua sfacciata incuria verso la cultura, l’arte, la bellezza più profonda e fragile.
Il suo stare nascosto, ad aspettare qualcosa.

Che non arriva mai.

#idroscaloOstia #pierpaolopasolini

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